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SERSE COSMI
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La sua carriera comincia nel 1990 nei dilettanti, con il Pontevecchio, squadra che viene portata dalla 1° categoria alla serie D nel giro di appena cinque stagioni. Le sue qualità vengono adocchiate dai dirigenti dell’Arezzo che decidono ingaggiarlo per risalire dalla serie D. Anche qui in 5 anni porta gli amaranto a buoni livelli, in serie C1.Nella stagione 2000-2001 il vulcanico presidente del Perugia, Luciano Gaucci decide di puntare su di lui in serie A. In 4 stagioni dimostra di essere un allenatore capace e tenace, ma allo stesso tempo in grado di trasmettere alla squadra una certa fisionomia e ordine tattico. Si qualifica persino alla Coppa Uefa, ma poi, nella stagione 2004-2005, retrocede in Serie B e la sua permanenza in Umbia finisce. In estate viene ingaggiato dal Genoa del patron Preziosi con cui ottiene la promozione in serie A grazie al primo posto, che verrà però trasformata in retrocessione in C1 in seguito ai problemi giudiziari nei quali è rimasta coinvolta la società rossoblù. Nel 2005 passa così all’Udinese che viene guidata alla prima partecipazione alla Champions League dopo l’affermazione nel turno preliminare contro lo Sporting Lisbona. Il primo turno sarà però fatale ai bianconeri friulani, eliminati dal Barcellona e dal Werder Brema. Dopo una serie di risultati negativi e di prestazioni non all’altezza in campionato, Cosmi viene esonerato nel febbraio 2006. Nel 2007 Serse Cosmi viene ingaggiato dal Brescia con un contratto biennale. |
LA SQUADRA

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Dopo una lunga rincorsa, solo la concomitanza di risultati negativi all’ultima giornata hanno negato alle rondinelle la possibilità di disputare i play-off per la promozione e sulle ali dell’entusiasmo e delle prestazioni fornite nel finale della scorsa stagione, la società si è mossa nel calcio mercato estivo con grande ambizioni, mettendo a disposizione di mister Cosmi due pezzi da novanta come Tacchinardi e Bazzani. Le prime giornate di campionato hanno evidenziato le potenzialità della squadra del Presidente Corioni, issandola ai vertici della classifica dove solo il sorprendente Albinoleffe riesce a tenerle il passo. La squadra adotta il 4-4-2 dove il centrocampo risulta essere il reparto dotato di maggiori individualità e qualità. Il reparto difensivo che nella scorsa stagione palesava qualche difficoltà di inesperienza dovuta alla giovane età, appare in questo campionato compatto e sicuro. In attacco, in attesa di vedere in azione Bazzani, i tifosi lombardi si godono Possanzini un elemento al quale non può essere certo concessa libertà di spazio, vista la sua facilità di corsa che lo rende letale nelle ripartenze. A nomi altre squadre potrebbero sembrare più altisonanti ma il Brescia è costruito per vincere ed ha una solidità che lo rende raramente vulnerabile. E’ una corazzata ma io ritengo che sia giunto il nostro momento e una vittoria contro le rondinelle ci permetterebbe oltre alla rinascita delle nostre ambizioni, fare un dispetto ad una provincia che non ci ama.
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4-4-2 |
I GIOCATORI

VIVIANO (1985) Di lui si parla un gran bene, è costantemente nel giro della nazionale Under 21 e sulle sue tracce c’è persino l’Inter di Mancini che lo sta seguendo molto attentamente. E dire che da noi in Romagna non è che ha fatto sfracelli, anche se in qualche occasione ha fatto intravedere buone doti. Sì perché nella stagione 2004-2005 in B, Emiliano, ha fatto il secondo a Indiveri qui da noi a Cesena ritagliandosi pure diversi spazi viste le continue amnesie del portiere titolare. Seppur giovanissimo (18 anni) dimostrò comunque personalità e una buona tecnica di base anche se in qualche occasione incappò in alcune indecisioni. Ora è cresciuto molto, migliorando l’agilità e la reattività, sicuramente i suoi attuali punti di forza. A volte pecca ancora di troppa sicurezza e commette ancora qualche ingenuità ma il futuro è il suo. ZOBOLI (1981) Cresciuto nelle giovanili del Parma, prima di affermarsi in serie B passa prima da Sora in C1 (15 presenze e 1 gol decisivo ai playout per la salvezza del team laziale) e da Monza in C2 (48 presenze e 2 goal). Nel gennaio 2004 passa all’Albinoleffe dove colleziona 15 presenze segnando anche una rete, per poi essere ingaggiato durante mercato estivo dal Brescia dove esordisce anche in serie A. Difensore molto alto (1,90), abile nel gioco aereo ma anche discretamente bravo dal punto di vista tecnico. Si spinge spesso in avanti sui calci piazzati a volte con successo come dimostrano le diverse marcature in carriera. Nel 3-5-2 di Cosmi è uno dei perni insostituibili. MARECO (1984) Il classico acquisto azzeccato. Era l’estate del 2002 quando questo centralone paraguaiano (1,87 x 78 kg) viene adocchiato in patria in una squadretta locale. Portato in Italia per poche decine di migliaia di euro, dopo un primo biennio di ambientamento in serie A dove colleziona 21 presenze. L’anno successivo gioca con più frequenza (23 presenze) segnando anche il primo gol. La squadra retrocede in serie B e Victor si guadagna il posto da titolare impreziosito anche da 3 reti. Abile in marcatura e buonissimo senso tattico, a volte si perde in qualche preziosismo, ma è certamente un signor difensore per il campionato cadetto. SANTACROCE (1986) Giovanissimo centrale di colore, nato in Brasile da padre italiano, è stato acquistato dalle rondinelle nel 2005 dal Como dove, in qualche apparizione in C1 aveva già fatto intravedere diverse doti. Nella stagione successiva entra in campo in 2 sole occasioni, mentre l’anno scorso viene impiegato con una maggiore frequenza e, seppur ancora giovanissimo si merita pure la chiamata dell’Under 21 italiana dove colleziona anche 1 presenza. Di lui si dice un gran bene e promette tanto per il futuro. Probabilmente non avrà la certezza del posto da titolare, ma Cosmi farà sicuramente affidamento sul suo conto e spessissimo lo vedremo certamente in campo. La sua dote migliore è l’anticipo e la marcatura, ma, visto che è dotato anche di un buon passo, può essere impiegato anche come esterno in un centrocampo a 5 o in una difesa a 4. STANKEVICIUS (1981) E’ il classico giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere in squadra. Difensore, centrocampista, ala d’attacco, il lituano portato in Italia da Mazzone nel 2002, fa nella duttilità e nella corsa le sue armi migliori. Dopo una parentesi poco fortunata a Cosenza in prestito nella seconda parte della sua prima esperienza italiana, ritorna a Brescia e dimostra tutto il suo valore soprattutto nella stagione 2004-2005 dove nella massima serie colleziona 33 gettoni di presenza e 3 gol, anche se per le rondinelle non riesce l’impresa di salvarsi. In serie B la stagione successiva si dimostra un giocatore assolutamente affidabile e quest’anno potrebbe essere una delle armi in più della compagine di Cosmi. TACCHINARDI (1975) E’ stato sicuramente uno dei colpi di maggior fascino e prestigio del mercato. Alessio Tacchinardi è sicuramente un lusso per la categoria e dai suoi piedi dovranno passare tutte le azioni. Centrocampista centrale di quantità e qualità, è il classico geometra dai piedi buoni, bravo anche sui palloni alti. Dopo una vita passata nella Juventus (13 stagioni) dove ha vinto praticamente tutto, si è trasferito in Spagna, al Villareal, dove ha collezionato 45 presenze e 5 gol in due stagioni. Quest’anno, convinto dal progetto di Cosmi, ha deciso di ritornare in patria e puntare dritto alla serie A. LIMA (1971) Ritornato in Italia lo scorso gennaio dopo un paio di stagioni in Russia, il giocatore brasiliano è certamente un tassello importante nel centrocampo bianco-azzurro. L’ex jolly della Roma, che Capello impiegava persino terzino sinistro, è sicuramente il giocatore in grado di dare più esperienza e quantità ai lombardi. Ha una discreta tecnica di base ed è un buon lottatore, cosa che è mancata la scorsa stagione (soprattutto nel girone d’andata) ai bresciani. MANNINI (1983) Cresciuto nella Lucchese, nel 2002-2003 passa al Pisa in serie C1 dove esplode definitivamente collezionando 32 presenze e 4 gol e dimostrandosi uno dei migliori giovani della categoria. La stagione seguente passa così al Brescia dove in questi anni ha altalenato ottime prestazioni a prestazioni mediocri. Quest’anno è partito molto bene, segnando anche un gol decisivo ad inizio campionato al Grosseto nei minuti conclusivi del match, anche se un infortunio lo mette in serio dubbio per la sfida del Manuzzi. E’ in possesso di una bella corsa e di una buona progressione, cosa che lo rende importantissimo per i meccanismi della squadra. DALLAMANO (1983) L’anno scorso si è alternato tutta la stagione con Cortellini (passato poi da noi al Cesena) sull’out di sinistra. Quest’anno a Brescia hanno deciso di puntare dritti su di lui e pare che non si siano sbagliati visto l’inizio strepitoso del mancino lombardo che ha già messo a segno due gol e prestazioni convincenti. Può giocare sia come quarto di difesa che come esterno di centrocampo, ma solo a sinistra visto che è un mancino naturale. Rispetto a Cortellini è sempre stato più bravo a difendere che ad attaccare, ma visto l’inizio di stagione… FECZESIN (1986) Così come il connazionale Vass, anche lui giovanissimo, rappresenta una delle scommesse del Brescia. A dispetto dell’altezza (1,87), questo giovane attaccante ungherese, è molto mobile e bravo ad aprire spazi a Possanzini. Acquistato dal Sopron (nell’ultima stagione 11 reti per lui nella massima divisione magiara) si sta rivelando un acquisto azzeccato. POSSANZINI (1976) E’ certamente il giocatore più pericoloso e quello più talentuoso nello scacchiere di Cosmi. Con le dovute proporzioni è paragonabile ad Ibrahimovic, dato che con la palla tra i piedi può far diventare oro anche il ferro. Tecnicamente mostruoso per la serie B, negli anni per esplodere definitivamente anche ad alti livelli, gli è mancata solo un po’ di continuità e fortuna dato che nella sua parentesi a Palermo nel gennaio 2006 si è fatto male quasi subito, non potendo dimostrare le sue qualità. La speranza è che non sia in giornata. |
LA STRANA COPPIA