CH IE VO _ VE RO NA


 

I PRECEDENTI IN SERIE B

     
1994-1995    
Cesena - Chievo 2-1 Cossato - HUBNER - ALOISI
Chievo - Cesena 0-0
     
1995-1996    
Cesena - Chievo 4-2 FAVI - BIZZARRI - Cossato - HUBNER - HUBNER - Gentilini
Chievo - Cesena 1-0 Grabbi
     
1996-1997    
Chievo - Cesena 2-1 DOLCETTI - Melis - Cerbone
Cesena - Chievo 1-1 AGOSTINI - Cossato
     
1998-1999    
Cesena - Chievo 0-0
Chievo - Cesena 0-0
     
1999-2000    
Chievo - Cesena 2-1 CAMPEDELLI - De Cesare - Incocciati
Cesena - Chievo 0-0
     

 

IL MISTER

 

IACHINI GIUSEPPE

L’accoppiata Foschi-Zamparini nel 2002 lo lancia nel calcio che conta affidandogli dopo 8 giornate affiancato dall’anziano Alfredo Magni la panchina del Venezia in serie A. I suoi “titolari” però pensano già al Palermo e allestiscono una squadra non competitiva, cosicché la retrocessione è una formalità. L’anno successivo il biondo marchigiano visto il sentimentalismo di Foschi verso la sua terra viene chiamato a guidare il Cesena in serie C1. In Romagna non si vivono momenti esaltanti, la società e la squadra stanno disaffezionando i loro numerosi tifosi. Qui il biondo compie un miracolo e pur non proponendo un calcio champagne riesce a raggiungere i play off dove solo la magnanimità casalinga dell’arbitro Tonolini e del questore di Pisa negano ai “nostri” l’accesso alla finale per la promozione alla serie cadetta. Il mister è comunque riuscito nel suo intento, a Cesena, grazie a lui è tornata familiare la fame da risultato, la grinta e la solidità del gruppo, malgrado gli atteggiamenti da “albanese” di Myrtaj. Il suo abbandono alla guida del cavalluccio per seguire le sirene economiche di Vicenza, sempre fra i cadetti, provocano nella tifoseria mugugni mal sopiti. Dopo una stagione in Veneto, vive un triennio alla guida del Piacenza, dove affinando le proprie qualità sfiora l’anno scorso, nonostante l’infortunio al giocatore più rappresentativo Cacia, i play-off. Ora, chiamato dal Chievo per risalire in serie A ha l’occasione per dimostrare di essere diventato un tecnico maturo riuscendo ad abbinare alla sua proverbiale carica agonistica, qualità tattiche e di gestione del gruppo.

 


LA SQUADRA

   

 

L’anno scorso la squadra era competitiva e solo il calendario che ha permesso alle avversarie di affrontare nelle ultime giornate Milan, Inter, Lazio e Roma, in un atteggiamento sicuramente accondiscendente ne ha provocato la retrocessione. Sembrava la fine di un sogno, invece il Presidente Campedelli affiancato dall’onnipresente d.s. Sartori pur sacrificando Semioli, Brighi e Sammarco non hanno modificato l’ossatura della squadra e quest’anno, salvo sorprese dell’ultim’ora di calciomercato si presenta come una delle favorite per la promozione. La squadra propone un 4-3-3 dalle spiccate caratteristiche offensive, dove al tridente d’attacco viene aggiunto un centrocampista incursionista come Ciaramitaro. Trovare la via della rete con elementi del calibro di Bogdani, Pelissier, Obinna ed Eriberto non dovrebbe, rappresentare per i Veneti una difficoltà, così come la linea difensiva, affiatata e competitiva, offre le più opportune garanzie composta com’è da giocatori d’esperienza e da giovani promettenti, dove su tutti spicca Mantovani. Volendo apparire pignoli non convince pienamente la cabina di regia, vista la carta d’identità di Giunti e il ritmo blando di Italiano, elemento dotato comunque di uno dei migliori lanci della categoria. Alla resa dei conti l’organico dei clivensi appare come il migliore della serie cadetta sia sotto il profilo qualitativo che quello quantitativo.

 

4-3-3

 


I GIOCATORI

 

 

Zappino (1981) Portiere brasiliano alla prima stagione in Veneto è da diverse stagioni in Italia dove ha indossato le maglie del Catania dell’Acireale della Nocerina e del Frosinone. E’ dotato di un fisico imponente e di una reattività fuori dal comune che gli permette di compiere autentici miracoli, soprattutto sulle conclusioni ravvicinate. E’ certamente discontinuo, tanto da compiere non raramente papere colossali od evidenti errori di valutazione ( da ricordare l’autogol l’anno scorso al Manuzzi sulla punizione di Sabato). Il suo altalenante rendimento non garantisce sufficiente tranquillità al reparto difensivo.


Cesar (1979) Torna in Veneto dopo tre stagioni disputate con il Catania. L’esperienza maturata dovrebbe consentirgli di far accomodare in panchina un’istituzione locale come Fabio Moro che vanta più di duecento partite in maglia gialla. All’occorrenza può venire utilizzato anche come difensore centrale. Pur lamentando qualche amnesia risulta energico in fase difensiva, non essendo molto veloce limita le sue sortite offensive. E’ dotato di buoni piedi e un discreto stacco di testa che lo rende pericoloso sui calci piazzati.

Mandelli (1977) Difensore centrale formatosi nei dilettanti con la maglia della Biellese dove si ferma per tre campionati prima di passare al Varese e successivamente diverse stagioni nei cadetti con la maglia del Torino e Siena. Giunto a Verona sponda Chievo nella massima serie ha messo in evidenza le sue doti fisiche ed energiche che gli permettono di essere una sicurezza del reparto difensivo nonché pericoloso in area avversaria.

Mantovani (1984) Difensore centrale cresciuto nel Torino dove esordisce giovanissimo in serie A, vi fa ritorno dopo una breve parentesi con la casacca della Triestina. Per il fallimento dei granata si ritrova svincolato ed accetta di trasferirsi al Chievo dove evidenzia le sue qualità di tempismo, anticipo e solidità difensiva tanto da meritarsi la maglia azzurra dell’under 21. La retrocessione dei veneti e le sirene della serie A lo stanno disturbando cosicché le sue prestazioni nel precampionato e nella Coppa Italia ne hanno risentito.

Marchese (1984) Difensore esterno cresciuto nel Torino vive la sua seconda stagione in riva all’Adige. Poche presenze per lui l’anno scorso nella massima serie, chiuso dall’”istituzione” Lanna che ad onor del vero veniva schierato da Del Neri anche quando la sua forma non era eccezionale. Quest’anno il giovanotto di Caltanissetta ha l’occasione per evidenziare le sue doti di resistenza e la sua tecnica di base che lo portano a primeggiare sulla fascia mancina.


Ciaramitaro (1982) Reputerei superfluo enunciare in queste righe, le capacità balistiche di “Olmo”. Ancora recenti nella memoria dei tifosi del cavalluccio le sue straordinarie performances. Giunge in Romagna, accolto dalla diffidenza generale, pur avendo già, giovanissimo, indossato la maglia di Avellino e Livorno, e con questa addirittura agguantato la promozione nella massima serie. Le sue prime apparizioni non fanno che confermare lo scetticismo dei tifosi nei suoi confronti. Poi il gol che ci permette di battere il Torino e da quel giorno la sua palingenesi. Il giocatore diventa concreto, eccezionale interprete del centrocampo a tre dove sfoggia qualità di resistenza, di incontrista ma soprattutto di incursionista che gli permettono di realizzare numerose reti e di raggiungere con la maglia del Parma la massima serie, dove però incontra difficoltà di adattamento. E’ chiamato quest’anno a rispolverare le sue indubbie doti.

Italiano (1977) Centrocampista centrale, giunto la passata stagione a campionato in corso dall’altra sponda dell’Adige, dove giocava da dieci campionati se si esclude una brevissima esperienza con la maglia del Genoa. Gode di una notevole visione di gioco e di un ottimo tiro che gli permette di inquadrare spesso la porta avversaria con soluzioni personali da fuori area. Possiede nel lancio lungo la sua principale caratteristica. I tifosi gli contestano il ritmo blando ed una scarsa cattiveria agonistica.

Marcolini (1975) Ha nel curriculum diverse stagioni disputate nella massima serie con le casacche del Bari, dell’Atalanta e del Chievo nello scorso campionato. Centrocampista dalla realizzazione facile grazie soprattutto ad un tiro da fuori potente e preciso. Nel centrocampo clivense vive quest’anno difficoltà dovute al modulo, viste le sue caratteristiche positive, l’accorta regia, e negative, poca vivacità, fantasia e una scarsa attitudine al sacrificio, troppo simili a quelle del collega di reparto Italiano.

  


 

Luciano (1975) L’ho inserito fra i titolari perché prevedo che i veneti non resisteranno sino al 31 agosto a trattenere il tridente attualmente in organico così per il brasiliano passerà l’ultimo treno per tornare ad essere “Eriberto”. Dopo la rilevazione dell’inganno anagrafico per lui sono state stagioni non esaltanti vissute da non protagonista. Quest’anno nel precampionato appare ben intenzionato a ritagliarsi lo spazio per riproporre le sue famose sgroppate sulla fascia, le sue giocate estemporanee e la sua vena realizzativa. Iachini potrebbe ricondurlo ad essere un giocatore importante, malgrado la carta d’identità.

Bogdani (1977) Nazionale albanese dotato di un fisico imponente giunge in Italia alla Reggina dove non riesce completamente a dimostrare le proprie doti realizzando appena 11 reti in quattro campionati e accomodandosi spesso in panchina a favore di Savoldi e Dionigi. A Salerno un parziale riscatto e al Verona la definitiva esplosione che gli permette di riconquistare la serie A con la maglia del Siena e successivamente del Chievo. Classica prima punta di sfondamento, fa della fisicità la sua migliore caratteristica, abile nell’aprire spazi, imbattibile nel colpo di testa che utilizza sia in fase realizzativa sia per assistere i compagni.

Pellissier (1979) L’abbondanza di attaccanti della squadra clivense lo ha relegato, viste le sue doti di corsa, di impegno e di abnegazione, al ruolo di attaccante esterno. L’attaccante valdostano, con un passato in terza serie con le maglie di Varese e Spal, ha però ampiamente dimostrato anche nella massima serie di avere le caratteristiche da prima punta muovendosi sul filo del fuorigioco ed essendo letale in area di rigore come dimostrano le ventidue reti realizzate nelle ultime due stagioni. Non è detto che le ultime operazioni di mercato, eventuale cessione di Bogdani, lo riportino al ruolo a lui più congeniale.

 

 JELLO

                               

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