MOD ENA

 

IL MISTER

 

BORTOLO MUTTI

Esordisce come allenatore con il Palazzolo nel 1988. Dopodiché è ingaggiato dal Leffe, che nel 1992 porta in C1.Dopodiché, a seguire, due stagioni nella serie cadetta, a Verona prima e Cosenza con discreti risultati. Nel 1996 il salto in serie A con il Piacenza. Nel 1997 è ancora nella massima serie ma al Napoli, che aveva puntato su di lui, che lo esonera. A seguire altri quattro tornei in serie B, uno con l'Atalanta, due di nuovo con il Cosenza e uno al Palermo. Nella stagione 2001-2002 è di nuovo in serie A con la Reggina. Dal 2003 è l'allenatore del Messina, con cui ha conquistato la promozione in serie A nel 2004, ottenendo uno storico 7° posto l'anno successivo. Confermato alla guida dei giallorossi dello stretto per la stagione 2005-2006, viene tuttavia esonerato dall'incarico dopo la 31° giornata a causa dei pessimi risultati conseguiti (terz'ultimo posto con soli 28 punti). Viene sostituito da Giampiero Ventura il quale però non riesce ad evitare la retrocessione. Nel corso della stagione 2006-2007 nel mese di Marzo viene ingaggiato dal Modena per salvare la squadra dalla retrocessione, terminando la stagione con i canarini al 15° posto.

 


LA SQUADRA

   

 

Di solito Mister Mutti mette in campo la sua squadra con un 4-4-2 estremamente flessibile ed elastico che spesso si tramuta in un 4-3-3 in fase offensiva con Bruno punta centrale e con Okaka, Biabiany, Fantini o Gilioli esterni. Ma la grande dote del mister, che sta facendo molto bene a mio avviso, sta nel coinvolgere tutti gli elementi della rosa con un ampio turnover e tenendo tutti quanti i giocatori sulle spine. Potenzialmente, con la sua filosofia, sono tutti titolari e tutti devono sentirsi parte di un progetto che punta sui giovani e sulla loro voglia di emergere (vedi i vari Gozzi, Frey, Okaka, Biabiany appunto, Gilioli, Koffi, Bastrini,..) e su una base solida di giocatori con esperienza e affidabilità (Bruno su tutti, Frezzolini, Giampà, Longo, Gatti,..). 

 

   

                    4-4-2                          4-3-3

 


I GIOCATORI

 

 

FREZZOLINI (1976) Estremo difensore cresciuto nelle giovanili della Lazio, Giorgio Frezzolini ha girovagato un po’ ovunque per l’Italia non riuscendo mai a trovare una sua vera dimensione, ma soprattutto non riuscendo mai a giocare con una certa continuità. A Modena invece il vento è cambiato e dal 2004 difende con alti e bassi la porta giallo-blu da numero 1. Con alti e bassi perché a prestazioni eccellenti vengono alternati momenti di difficoltà non sempre brevissimi. Meglio nelle uscite che sui tiri da fuori, Giorgio Frezzolini è anche un buon leader a livello carismatico.


FREY (1984) Fratello del più famoso Sebastian portiere della Fiorentina, Nicholas Frey è un terzino di fascia destra che a volte, soprattutto per necessità, viene adattato da Mutti a ricoprire anche il ruolo di centrale di difesa. Bravo tatticamente e di testa, perde un po’ dal punto di vista qualitativo e in fase d’impostazione, abilità che sta comunque migliorando sensibilmente con il passare del tempo. Cresciuto nelle giovanili del Cannes è stato portato in Italia dal Legnano ed ora viene seguito con interesse da diversi club anche di serie A

TAMBURINI (1977) A Cesena Yuri Tamburini lo conosciamo bene dato che è un prodotto del vivaio bianconero e ci giocò per due stagioni dal ’97 al ’99. Terzino sinistro o centrocampista esterno sono i ruoli che predilige dimostrando una maggiore qualità nell’offendere a discapito di una certa difficoltà talvolta in fase difensiva. Le sue principali qualità sono la corsa e un discreto tocco di palla che gli consentono di mettere dal fondo palle interessanti verso l’area avversaria. Memorabile il gol vittoria alla Terzana nella stagione ’98-’99 sotto la curva mare nei minuti finali del match che avvicinò sensibilmente il Cesena alla salvezza. In settimana ha dichiarato che tornerebbe volentieri in bianconero. Lo aspettiamo a braccia aperte…(Cortellini docet)

GOZZI (1986) Prelevato in estate dalla Reggiana (C2), Simone Gozzi si sta rivelando un acquisto azzeccato, un giovane che in prospettiva può davvero emergere. Bravo di testa e in marcatura fa un po’ più fatica dal punto di vista tattico. Al momento alterna prestazioni di un certo spessore ad altre dove invece perde un po’ di concentrazione e lucidità, incappando in errori a volte grossolani. In ogni caso le qualità ci sono, Mutti crede nel ragazzo e sta puntando molto su di lui.

PERNA (1981) Difensore centrale palermitano, Armando Perna è colui che detta i tempi della retroguardia canarina. Meglio in fase di costruzione del gioco che in copertura, dopo un’infelice parentesi a Parma lo scorso anno richiesto espressamente dal tecnico ed estimatore Pioli (l’esonero quasi immediato dell’allora allenatore del Parma non lo aiutò di certo) è ritornato in quel di Modena dove in tanti lo apprezzano per una discreta autorità e disciplina tattica.


GIAMPA' (1977) Ex Crotone, Ternana e Messina, Domenico Giampà non è più giovanissimo ma è un giocatore di una certa affidabilità. Non molto alto ma sgusciante predilige giocare da esterno di centrocampo ma a volte viene anche impiegato centralmente con buoni risultati. Come dicevo è estremamente affidabile, lotta, combatte e non molla mai, dimostrando anche una certa disciplina tattica. Impressionante il grave infortunio del 2005 che lo costrinse a star fuori parecchio tempo: in un match di serie A con la maglia del Messina finì contro i cartelloni pubblicitari procurandosi una voragine di 20 cm nella coscia.

 

BOLANO (1977) Centrocampista centrale colombiano, è stato portato in Italia dal Parma nel ’99, acquistato per pochi spiccioli dal Atletico Baranquilla (assieme al più promettente Montano). Dopo tre stagioni con più bassi che alti, viene mandato in prestito prima alla Sampdoria poi al Lecce senza fortuna (a Genova addirittura sfortunatissimo subì un grave infortunio e giocò pochissimo). Torna a Parma e per tre stagioni si ritaglia qualche spazio facendo intravedere finalmente qualcosa anche se dimostrandosi ancora troppo discontinuo. Viene girato al Modena dove può giocare con una certa continuità. Centrale di centrocampo, è il classico intenditore che preferisce recuperare il pallone piuttosto che giocarlo. Tignoso e poco elegante non è un mostro in fatto di velocità. Se pressato sbaglia facilmente.

 

LONGO (1977) Centrocampista centrale da tenere particolarmente d’occhio soprattutto perché ha una facilità di inserimento in zona d’attacco incredibile. Niente di eccezionale in fase d’impostazione, è bravo di testa e, come dicevo in precedenza, sa buttarsi negli spazi in modo decisamente efficace soprattutto nelle situazioni di palla inattiva. Purtroppo in tanti ce lo ricordiamo bene per il gol del pareggio nella semifinale playoff del 2006 al Manuzzi. Lì Zaninelli se lo perse per strada, speriamo che stavolta Cardone non lo perda di vista.

 

BIABIANY (1988) Questo ragazzino francese non è male. Prelevato in gennaio dal Chievo dove militava nelle giovanili, sta dimostrando partita dopo partita (spesso spezzoni) che ci sa fare eccome. Veloce e tecnico può giocare da seconda punta o da attaccante esterno indifferentemente. Ovviamente, essendo alla prima esperienza da professionista, ha bisogno ancora di molto tempo per crescere e maturare ma le doti ci sono. Da tenere d’occhio, nel caso in cui Mister Mutti decida di schierarlo, soprattutto per il suo entusiasmo e la sua vivacità che potrebbero creare scompiglio nella nostra lenta retroguardia.


OKAKA (1989) Attaccante dal fisico robusto (1,86 x 82 kg) è in prestito secco dalla Roma dove ha fatto tutte le giovanili fino allo scorso anno. Italiano di origini nigeriane, seppur giovanissimo, sta dimostrando di esser davvero bravo. Dotato di buona tecnica e grande forza fisica, visto da fuori dimostra come minimo 5 anni in più per la stazza e l’imponenza. Sa essere decisivo in zona gol con un destro molto forte e pericoloso che lo porta talvolta ha segnare gol pazzeschi anche da distanze proibitive. Per lui già 6 reti all’attivo e per un giovanissimo utilizzato spesso part-time non è roba da poco.

 

BRUNO (1979) Salvatore “Sasà” Bruno è il classico centravanti di serie B. Forte fisicamente, smaliziato, scorbutico al punto giusto, è uno che, se messo in condizione, sa far male eccome. Abile di testa e nello smarcamento, non è velocissimo, ma negli ultimi metri, con movimenti improvvisi, taglia fuori il suo diretto marcatore in un attimo. Cresciuto nel Napoli, ha girovagato mezza Italia prima di trovare una sua dimensione, ma soprattutto piazze adatte a lui come Brescia prima e Modena ora, dove sta dimostrando di essere un buonissimo centravanti.

 

 JELLO E MIGO

                               

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