_ P I S A _


 

I PRECEDENTI IN SERIE B

     
1946-1947    
Pisa – Cesena 1-1 Giorgini - DI PASQUALE
Cesena - Pisa 2-0 MARGARITA - PIACENTINI
     
1969-1970    
Pisa – Cesena 3-1 Sega - Sega - MARMO - Cosma
Cesena - Pisa 1-2 Civinelli - ENZO - Barontini
     
1970-1971    
Pisa – Cesena 0-0  
Cesena - Pisa 2-1 ENZO - Joan - aut. Gonfiantini
     
1979-1980    
Pisa – Cesena 2-1 Cantarutti - Barbana - RIVA
Cesena - Pisa 1-1 Contratto - DE BERNARDI
     
1980-1981    
Pisa – Cesena 1-1 BORDON - aut. Mei
Cesena - Pisa 1-1 LUCCHI - Bertoni
     
1984-1985    
Pisa – Cesena 1-0 Caneo
Cesena - Pisa 2-2 Giovannelli - Caneo - AGOSTINI - GABRIELE
     
1986-1987    
Pisa – Cesena 1-0 Sclosa
Cesena - Pisa 1-0 BORDIN
     
1991-1992    
Pisa – Cesena 2-1 Scarafoni - LERDA - Ferrante
Cesena - Pisa 1-2 Ferrante - Scarafoni - LERDA
     
1992-1993    
Pisa – Cesena 1-0 Taccola
Cesena - Pisa 0-1 Polidori
     
1993-1994    
Pisa – Cesena 1-1 Lorenzini - HUBNER
Cesena - Pisa 1-0 SCARAFONI
     

 

IL MISTER

 

VENTURA GIAN PIERO

Dopo una lunga gavetta nelle serie minori, è alla guida del miracolo Giarre che l’allenatore ligure evidenzia le proprie qualità. Vince a Lecce in serie C il suo unico campionato, mentre disputa con alterne fortune diversi campionati nei cadetti alla guida di Venezia, Lecce, Cagliari dove acciuffa la promozione nella massima serie che riesce a mantenere anche l’anno successivo avvalendosi della verve realizzativa di Muzzi. Nel 2004-05 la più cocente delusione, quando chiamato per risollevare il Napoli viene esonerato dopo 19 giornate, lasciando la panchina ad Edy Reja che comunque fallirà l’obiettivo. Nelle ultime due stagioni è stato chiamato a campionato in corso per compiere miracoli impossibili, la salvezza del Messina in serie A e quella dell’Hellas la scorsa stagione. A Verona è stato ad un passo dall’impresa e il saluto che gli ha tributato lo stadio dopo che non è riuscito ad infrangere il muro eretto dallo Spezia nello spareggio gli ha fatto pronunciare amore eterno per i colori gialloblù smentiti dopo pochi giorni quando ha accettato la panchina del Pisa che gli permetteva di rimanere nei cadetti. In Toscana è chiamato, vista la sua pragmaticità ed esperienza, a disputare un campionato tranquillo che permetta una salvezza anticipata.

 


LA SQUADRA

   

 

Dopo i fasti degli anni della presidenza Anconetani, i toscani hanno dovuto affrontare stagioni da incubo. Il fallimento, la retrocessione in eccellenza, il ripescaggio e persino un pastore tedesco ereditiero come presidente. Lungo questo travaglio c’è stato anche un tentativo di resurrezione concordato con la questura ed un settore arbitrale compiacente in una doppia sfida surreale dove più che entusiasmarsi per le giocate di quei gran simpaticoni di Mirtay ed Ambrosi si notavano sul manto erboso giocatori che inseguivano celerini e sugli spalti si ammiravano le grazie mostrate da una procace sostenitrice bianconera. Oggi che la squadra è ritornata nei campionati di competenza, la serie cadetta è, per società, tifosi e giocatori un bene primario da mantenere, così i nerazzurri per veleggiare in acque tranquille si affidano ad un tecnico navigato come Ventura e all’estro estemporaneo di Kutuzov. La squadra propone un 4-4-1-1 dove gli esterni si propongono spesso in fase offensiva mentre i due attaccanti si scambiano spesso nell’arco della partita il ruolo di prima punta. La difesa appare vulnerabile, nonostante le caratteristiche da leader del centrale argentino Raimondi, mentre il mister è da tempo che lamenta l’assenza di un faro a centrocampo, il Presidente continua a resistere a questa richiesta ritenendo che col tempo si evidenzieranno le qualità di Genevier e se proprio si avrà tanta pazienza quelle del giovane, scuola Empoli, Buzzegoli.

 

4-4-1-1

 


I GIOCATORI

 

 

Padelli (1985) Anche se all’inizio il suo compagno Morello sembra avere vinto il ballottaggio per la maglia da titolare, prevedo che col tempo le qualità del giovane portiere giunto in Toscana dopo una breve esperienza al Liverpool emergeranno. Cresciuto nel vivaio della Sampdoria, ha successivamente trascorso una stagione al Pizzighettone in terza serie ed una vissuta da rincalzo fra Crotone e la “perfida” Albione. Portiere longilineo di grande reattività tra i pali nonostante un’altezza imponente che lo vede primeggiare nelle uscite in presa alta. Elegante nelle movenze, ma soprattutto efficace ha nella scarsa esperienza, che non gli permette di “leggere” immediatamente situazioni di pericolo, il suo limite maggiore.




Zoppetti (1979) Nato come difensore centrale con la maglia della Cremonese e dopo diverse esperienze in serie B come rincalzo con Reggina, Lecce, Salernitana, Catania, Ascoli è con la maglia del Treviso che si scopre titolare ottenendo la promozione in serie A. La scorsa stagione a Pescara è stato dirottato sulla fascia destra dove è stato uno dei pochi a non affondare nel naufragio collettivo. Quest’anno, viste le spiccate doti offensive degli esterni di centrocampo, le sue doti di difensore vigile ed autoritario serviranno per garantire robustezza alla retroguardia toscana. Cerca spesso fortuna in area avversaria, avvalendosi di un ottimo tempismo nel gioco aereo.

Raimondi (1977) Il Pisa lo ha pescato dal Gallipoli in serie C2, dopo che il difensore argentino aveva disputato solo campionati dilettanti con lo stesso Gallipoli e Casarano. Il giocatore ha dimostrato nella stagione scorsa di non patire il salto di categoria e ha condotto i Toscani nella serie cadetta. Quest’anno, oltre al compito di guidare la difesa, gli viene affidata, vista la sua indubbia leadership, la fascia di capitano. Difensore centrale ruvido ed energico, con ottime doti di tempismo ed anticipo, non vanta sicuramente due piedi “da ricordare”.

Lorenzi (1977) Cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, vi ritorna dopo un biennio in prestito a Carpi. Diversi anni fra serie maggiore e cadetta con Chievo e Atalanta dove solo nel 2004 con Mandolini riesce a disputare una stagione da titolare. Da quel momento causa malanni fisici che ne hanno limitato la carriera girovaga per l’Italia senza trovare continuità. Difensore centrale, che vista la notevole statura denota un buon colpo di testa, soffre però vistosamente gli attaccanti dotati di notevole fisicità ed in oltremisura quelli rapidi e veloci. Anche a Pisa sembra non essere completamente ristabilito, tanto che spesso gli viene preferito Trevisan che manifesta però le stesse difficoltà tecniche e di salute.

Zavagno (1977) Difensore esterno argentino, girovaga per l’Europa (Strasburgo, Troyes, Derby County) prima di approdare in Italia dove con le maglie di Ancona e Catania non riesce a trovare lo spazio per mettersi in evidenza. Dopo un’esperienza in Grecia, l’anno scorso torna in Italia a gennaio a Pisa, ma mister Braglia lo accantona ai margini della rosa. Questa stagione è stato tolto dalla naftalina, cosicché ha potuto evidenziare la sua migliore dote, la facilità di calcio col piede sinistro che gli permette di pennellare precisi lanci e, quando la squadra lo mette in condizioni di arrivare sul fondo, cross al bacio. Di contro è in perenne difficoltà quando viene attaccato, viste le sue caratteristiche fisiche basate più sulla resistenza che sulla velocità.




Cerci (1987) Esterno d’attacco di proprietà della Roma dove minorenne esordisce in serie A. La scorsa stagione colleziona diverse presenze nella serie cadetta con la casacca del Brescia, quest’anno è chiamato a dimostrare le proprie credenziali. Possiede la giocata geniale, mai banale e fine a sé stessa, accompagnata però troppo spesso da momenti di abulia completa. Ha l’età per migliorare la fase difensiva che oggi presenta qualche amnesia di troppo.

Passiglia (1981) Cresciuto nelle giovanili dell’Inter passa all’Arezzo in terza serie dove nel corso delle sei stagioni nelle quali indossa la maglia amaranto conquista e mantiene la serie cadetta. L’anno scorso si veste di nerazzurro e dà il suo notevole contributo al ritorno in serie B. Centrocampista centrale di quantità, tamponatore, con grandi doti di resistenza, attua un notevole pressing sul portatore di palla avversario. Un po’ carente sulle palle alte, se non fosse imbarazzante con la palla tra i piedi, le sue caratteristiche, che garantiscono un corposo supporto nella zona mediana del campo, potrebbero indurre di paragonarlo a Pestrin.

Genevier (1982) Gaucci lo pesca dall’Olympique Lione e dopo averlo visto esordire nella massima serie con la maglia del Perugia, lo gira alla “colonia” Catania, successivamente il francesino si mette in evidenza in terza serie con le maglie di Acireale e Sangiovannese. Centrocampista centrale dinamico, tatticamente intelligente, sempre in appoggio ai compagni in difficoltà, sa fare girare la squadra. Vista la sua esile corporatura paga dazio fisicamente, lamenta, inoltre, mancanza di fantasia e le sue giocate risultano spesso prevedibili.

Ciotola (1984) Quando ad un giocatore con le sue caratteristiche fisiche, un metro e sessantaquattro d’altezza, viene data la possibilità di disputare incontri a questi livelli significa, già, che è un mezzo fenomeno. Esterno offensivo di centrocampo, pescato nel Giugliano, ha nella capacità di saltare l’avversario e nella facilità di dribbling le sue qualità più pericolose. In questa fase della stagione con i giocatori più prestanti in ritardo di condizione, la sua velocità è un’arma letale. Probabilmente a stagione in corso si riaccomoderà in panchina per trovare spazio ad incontro in corso dove le sue caratteristiche di brevilineo gli consentiranno di entrare immediatamente in partita.




 

Kutuzov (1980) Affiancato per buona parte del calciomercato al Cesena il nazionale bielorusso approda in Italia acquistato nientemeno che dal Milan dove però non trova spazio. Dopo una stagione allo Sporting Lisbona, disputa un eccellente campionato nella serie cadetta con l’Avellino dove pur dimostrando doti da realizzatore non riesce ad evitare la retrocessione degli irpini sulla cui panchina sedeva il “Maestro” boemo. A Pisa è chiamato a rinverdire quei giorni dopo che in serie A per tre stagioni con le casacche di Sampdoria e Parma non è riuscito completamente a lasciare il segno. Le sue caratteristiche rispondono non propriamente ad uno sfondareti anche se va evidenziato che se messo in condizione di segnare, raramente sbaglia. E’ un centravanti di manovra che ama partecipare all’azione e a scambiarsi il ruolo di prima punta con il compagno di reparto. Giocatore completo che dispone, senza eccellere, di tutti i colpi. Va evidenziata la sua capacità di giocare sullo stretto mentre la seria difficoltà a rimanere su standard fisici adeguati, vista la sua propensione ad accumulare peso lo porta a non essere un fulmine in velocità.




Castillo (1975) L’attaccante argentino è stato lanciato nel calcio che conta l’anno scorso, scovato dal Frosinone in Puglia dopo che per diverse stagioni aveva segnato caterve di gol in quarta serie con le maglie di Brindisi, Nardò, Vigor Lamezia e Gallipoli. Centravanti che cerca spesso di stazionare in area di rigore dove mette a frutto le sue doti di bomber consumato, dispone inoltre di una sagacia tattica affiancata da una buona tecnica che gli permette di realizzare giocate importanti anche lontano dalla porta. Protegge bene la palla, e fa salire la squadra nei momenti di difficoltà. Palesa evidenti difficoltà contro difese navigate, dovute all’aver disputato troppi campionati nei dilettanti dove le sue qualità gli permettevano di realizzare reti senza dover ricorrere alla malizia e all’esperienza.

 

 JELLO

                               

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