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ZIA

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SODA ANTONIO
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Calabrese Doc nato a Crotone, il 24 giugno del 1964, Antonio Soda è fondamentalmente un allenatore giovane da pochi anni nel calcio che conta. Dal 2003 al 2005 ha seduto sulla panchina della Sanremese conquistando una promozione in serie C2 ed un buonissimo sesto posto la stagione successiva. L’anno seguente l’allora presidente della Sanremese Giuseppe Ruggieri acquista le quote di maggioranza dello Spezia e decide di affidare la panchina dei liguri proprio ad Antonio Soda. E il miracolo è fatto. Perché dopo ben 55 anni la compagine bianconera centra una storica promozione in serie B arrivando al primo posto, addirittura precedendo i quotati cugini del Genoa. L'11 Dicembre 2006 riceve il premio "Panchina d'argento" a testimonianza degli ottimi risultati ottenuti. Nell’ultima stagione Soda ha portato lo Spezia alla salvezza passando dai playout in seguito ad una doppia sfida al cardiopalma con il Verona. |
LA SQUADRA

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Normalmente Mister soda mette in campo la sua squadra con un 4-4-2 molto elastico dove i ruoli fondamentali vengono ricoperti dai terzini e dagli esterni offensivi, dai tagli improvvisi del funambolo Guidetti e dalle giocate di Do Prado e Saverino. Il centrocampo è abbastanza assortito e dinamico con Biso e Frara elementi fondamentali. Ultimamente è stato messo da parte il consueto modulo a 2 punte visti i continui problemi di Colombo e la scarsa verve di Eliakwu, tra l’altro troppo simile per caratteristiche all’idolo Guidetti, a discapito di un 4-1-4-1 più equilibrato e ben più compatto dove trovano spazio anche elementi secondari come l’ex Crotone Giuliano e l’ex Treviso Fietta. Se Antonio Soda a Cesena opterà per il modulo ad una sola punta, occorrerà non farsi imbrigliare dal possesso palla e dal folto centrocampo.
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4-1-4-1 |
I GIOCATORI

Dazzi (1986) Dopo due stagioni da titolare in serie C2 a Castelnuovo è stato richiamato alla base dallo Spezia per rivestire il ruolo di dodicesimo. Buttato nella mischia per forza di cose dopo il grave infortunio a Santoni (out almeno fino a marzo), il giovane portiere spezzino sta dimostrando buone doti dal punto di vista della reattività e dell’esplosività tra i pali anche se ovviamente ha tanto da imparare e talvolta pecca in qualche ingenuità. Camorani (1978) Jolly di fascia che può giocare sia terzino di spinta che ala, Alfonso Camorani fa della corsa e del temperamento le sue armi migliori. Meglio in fase offensiva che in quella difensiva anche se i gol segnati in carriera si contano sulle dita di una mano. Dopo una carriera vissuta tra Salernitana, Fiorentina, Siena e Lecce si è accasato in Liguria, sperando di trovare quella continuità tanto ricercata. Bianchi (1980) Tornato in bianconero dopo una buonissima esperienza a Grosseto dove ha contribuito con 2 reti e valide prestazioni alla promozione in B, Alberto Bianchi sta vivendo la prima esperienza nella serie cadetta della sua carriera. Approccio difficile in avvio di stagione, questo difensore centrale di 1,80 m sta crescendo con il passare delle partite anche se a volte pare un po’ impacciato e leggerino per la categoria. Zaninelli (1977) In tanti a Cesena lo rimpiangono, me compreso, anche perché in 2 stagioni in Romagna ha dimostrato di che pasta è fatto malgrado i tanti infortuni occorsi ne abbiano influenzato la continuità. Difensore centrale roccioso e carismatico, sa dettare i tempi in difesa ed è dotato di un buon senso dell’anticipo. Bravo di testa, più in difficoltà nell’uno contro uno, soprattutto con avversari particolarmente agili e veloci. Gorzegno (1981) Difensore o centrocampista esterno di sinistra (1,88 x 85 kg). Dopo qualche stagione tra serie D e C con Cuneo, Torres e Prato, da qualche anno sta facendo avanti e indietro da Spezia a Leffe con discreto successo soprattutto per la sua capacità di entrare in partita anche in corso d’opera. Non è un maestro di eleganza, ma grazie al suo fisico e alla sua capacità di corsa riesce a dare il suo onesto contributo sulla corsia mancina. Occorre fare attenzione al suo tiro da fuori che può essere insidioso. Do Prado (1981) Assieme a Guidetti è sicuramente il giocatore più temibile della compagine ligure. Seguito anche da Foschi questa estate per portarlo a Cesena, il talentuoso centrocampista carioca ha vissuto sin ora una carriera altalenante causa vari infortuni, in particolare quello che l’ha tenuto fuori dai campi di gioco per circa un anno dopo il suo approdo dal Perugia alla Fiorentina nell’estate 2005. Forte fisicamente e abile tecnicamente è da tenere d’occhio anche sui calci piazzati dove spesso sa far male. Vero eroe della doppia sfida con il Verona degli scorsi playout che è valsa la permanenza in B dello Spezia. Se non è in giornata può diventare irritante. Speriamo. Biso (1977) Centrocampista centrale, giunto questa estate dal Catania, Mattia Biso è il classico intenditore tuttofare. Anche lui frenato in carriera da tanti infortuni, si sta riprendendo piano piano e Spezia sembra la piazza ideale per giocare con una certa continuità. Bravo nell’impostare il gioco e nel contrastare l’avversario, non riesce spesso a cambiare il ritmo al match e talvolta rallenta troppo l’azione, ma il gioco passa dai suoi piedi e sbaglia raramente la misura dei passaggi. Curiosità: a dispetto dei tanti soldini che guadagna, vive una vita da trasandato con scarpe rotte, vestiti stracciati e auto vecchia. Il perché chiedetelo a lui. Frara (1982) In possesso di una discreta tecnica può ricoprire tutti i ruoli di centrocampo: è in grado di giocare sia da regista che da esterno, unendo quantità e qualità che ne fanno un giocatore completo, valido sia in fase di copertura che di regia. È stato acquistato dallo Spezia due stagioni orsono, ed ha subito stupito il pubblico ligure per determinazione, qualità e costanza di rendimento. Saverino (1977) Centrocampista centrale di qualità e piedi buoni che può giocare davanti alla difesa o alle spalle delle punte. Non è un mostro di continuità ma dalle sue giocate partono spesso le azioni d’attacco più pericolose. Fisicamente un po’ leggerino, ma tignoso al punto giusto. La scorsa stagione ha contribuito alla salvezza mettendo a segno ben 8 reti (5 dal dischetto). È stato un grande protagonista della promozione degli spezzini in serie B facendolo diventare uno dei giocatori più carismatici della squadra ed un vero idolo per i tifosi della curva. Colombo (1979) Attaccante dal fisico robusto (1,87 x 82 kg) cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta. Dopo un girovagare qua e là un po’ ovunque in grosse piazze (Torino, Sampdoria, Livorno, Piacenza, Ascoli, Brescia,…) non facendo mai vedere niente di buono o quasi, dallo scorso gennaio si è accasato il Liguria facendo piuttosto bene mettendo a segno 8 reti (record personale). E pensare che non segnava da 3 anni! Abbastanza lento e impacciato, è abile nel tenere il pallone e far salire la squadra. Ogni tanto la butta dentro ricordandosi di essere un centravanti. Guidetti (1976) Con le dovute proporzioni e per caratteristiche è il David Suazo dello Spezia. Molto veloce e guizzante è abilissimo nei movimenti senza palla a tagliare le retroguardie avversarie. Può mettere in difficoltà la nostra impacciata linea difensiva in maniera terribilmente facile, quindi occorrerà avere un occhio di riguardo particolare. Va spesso in doppia cifra come dimostrano le ultime tre annate in Liguria (18-15 e 11 gol). |
LA STRANA COPPIA