VI CE NZ A


 

I PRECEDENTI IN SERIE B

     
1979-1980    
Vicenza - Cesena 0-2 BONINI – DE BERNARDI
Cesena - Vicenza 2-2 Rosi – DE BERNARDI – DE BERNARDI – Dal Prà
     
1980-1981    
Vicenza - Cesena 0-0  
Cesena - Vicenza 2-0 PEREGO – BORDON
     
1985-1986    
Vicenza - Cesena 0-1 BAROZZI
Cesena - Vicenza 1-0 AGOSTINI
     
1993-1994    
Cesena - Vicenza 2-0 HUBNER – HUBNER
Vicenza - Cesena 3-1 Bonaldi – Viviani – SCARAFONI – Valoti
     
1994-1995    
Cesena - Vicenza 1-0 HUBNER
Vicenza - Cesena 6-3 Murgita – Gasparini – Murgita – Gasparini – Murgita- HUBNER – DOLCETTI – HUBNER - Rossi
     
1999-2000    
Cesena - Vicenza 1-1 Fattori – CAMPOLONGHI
Vicenza - Cesena 3-2 PANCU – CAMPOLONGHI – Bernardini – Palladini – Di Cara
     
2004-2005    
Cesena - Vicenza 1-3 Vitiello – Vitiello – Margiotta – CAVALLI
Vicenza - Cesena 4-1 CONFALONE – Gonzalez – Schwoch – Biondini – Vanoli
     
2005-2006    
Vicenza - Cesena 1-0 Cristallini
Cesena - Vicenza 1-0 CIARAMITARO
     
2006-2007    
Vicenza - Cesena 0-1 PELLE’
Cesena - Vicenza 1-2 Schwoch – PELLE’ – Cavalli
     

 

IL MISTER

 

GREGUCCI ANGELO

Dopo una buona carriera come difensore dove dimostra tutto il suo valore nelle fila della Lazio, inizia ad allenare nel 2000 alla Fiorentina, come vice di Roberto Mancini. Passa poi alla Viterbese in Serie C1 e in seguito al Legnano in Serie C2. Nella stagione 2003-2004 arriva il salto in nella serie cadetta alla guida del Venezia, squadra che viene condotta alla salvezza solo agli spareggi dopo una sofferta vittoria contro il Bari. L’anno seguente Gregucci rimane in Serie B guidando la Salernitana ad una salvezza tranquilla mostrando anche un buon gioco e dando alla squadra una certa organizzazione e fisionomia. Grazie a questo si merita la chiamata nella massima serie cha arriva prontamente la stagione successiva. Nel 2005 infatti approda in Serie A al Lecce, ma viene esonerato dopo poche giornate dall’inizio del campinato. Nel 2006 a seguito dell'esonero di Camolese, viene chiamato a sedere sulla panchina del Vicenza che attualmente naviga in cattive acque (penultimo posto e gioco scadente) e risolleva prepotentemente la squadra portandola ad un sicuro piazzamento di metà classifica.

 


LA SQUADRA

   

 

Se nascosti nei meandri della memoria sono i ricordi delle gesta di Gibi Fabbri e Paolo Rossi, non troppo lontani, sono per la tifoseria biancorossa le emozioni provate per la vittoria in Coppa Italia e nella susseguente semifinale di Coppa delle Coppe persa contro il Chelsea. Così, oggi è difficile accettare l’attuale sopravvivenza, garantita da risicate salvezze conquistate nella serie cadetta. Le prime giornate hanno evidenziato che la squadra, pur essendo stata piuttosto modificata, anche in questa stagione non appare in grado di concedersi voli pindarici ma, solo lottando, di potersi concedere un campionato tranquillo. Mister Gregucci schiera normalmente un 4-4-1-1 molto elastico dove gli esterni di centrocampo oltre ad appoggiare il trequartista abile nello smarcarsi e nel servire la prima punta hanno nel proprio bagagliaio una discreta disposizione alla realizzazione. La squadra appare ben organizzata in difesa dove giocatori rocciosi ed esperti ben supportati da un centrocampo di quantità riescono a contenere le sfuriate offensive, mentre si evidenzia una difficoltà ad organizzare giocate offensive, dove Serafini e Capone ancora non sono entrati nei meccanismi della squadra. Di tutto questo sembra non soffrirne Schwoch che a dispetto dell’età è ancora in grado di sostenere sulle proprie spalle il peso dell’attacco e rendersi pericoloso nelle solitarie ripartenze dei biancorossi. E’ sicuramente nelle giocate del suo imprendibile folletto, secondo nell’Olimpo della tifoseria solo a Toto Rondon, che Mister Gregucci coltiva le proprie speranze per evitare ai vicentini i destini delle grandi decadute del Veneto, Padova, Venezia e Verona.

 

4-4-1-1

 


I GIOCATORI

 

 

Guardalben (1974) Dopo esperienze altalenanti in piazze importanti come Parma e Palermo in serie A dove non sempre riesce a guadagnarsi il ruolo di n.1, si accasa a Vicenza, nella serie cadetta, dove può esprimere il suo potenziale giocando titolare. Portiere di buona caratura, bravo soprattutto tra i pali dove a volte gli riescono anche interventi da campione. Nelle uscite va più in difficoltà, anche se rimane un portiere valido per la categoria.


Nastos (1980) Difensore greco che può giocare indifferentemente al centro e sulla destra. Portato in Italia dalla famiglia Gaucci, nel Perugia, nella massima serie, aveva già fatto intravedere buone cose. Bravo di testa e puntuale nei recuperi non disdegna di buttarsi talvolta anche nell’area avversaria, cosa che lo porta anche a segnare qualche gol importante. La scorsa stagione è andato a segno per ben 3 volte e per un difensore non è male.

Cudini (1973) Difensore centrale esperto che ha girovagato in tante piazze come Cagliari, Ascoli,… prima di accasarsi a Vicenza. Bravo tatticamente e dotato di un buon tempismo, riesce a gestire degnamente tutto il pacchetto arretrato della compagine di Gregucci. Anche per il fatto che non è mai semplice giocare con uno schieramento a 3 in difesa, a volte commette qualche ingenuità che costano caro.

Giubilato (1976) Difensore centrale mancino dalla stazza imponente (1,90 x 82 kg) è uno dei tanti arrivi del mercato estivo dei biancorossi. Dopo aver trascorso gli ultimi anni a Napoli dimostrando buone doti, ha deciso di trasferirsi al nord, soprattutto per avere la quasi certezza di un posto da titolare. Il suo punto di forza è sicuramente il colpo di testa e la marcatura stretta. A volte pasticcia un po’ con la palla tra i piedi, ma è stato certamente un buonissimo innesto per il pacchetto arretrato dei vicentini.

Raimondi (1981) In passato il suo nome è stato accostato per fin troppo tempo alla nostra squadra, anche perché un suo passaggio in bianconero non è mai arrivato. Centrocampista di fascia, solitamente destra, il Vicenza l’ha acquistato un paio di stagioni fa dal Palermo dove ha potuto esordire nella massima serie collezionando solo qualche gettone di presenza. Bravo in copertura, non disdegna nemmeno qualche folata offensiva e buoni cross. Per lui 5 reti la passata stagione. Le sue annate migliori restano quelle all’Albinoleffe, dove segnava anche con una certa frequenza, pur partendo da lontano.


Brivio (1988) Esterno di sinistra del 3-4-3 di Gregucci è una scommessa della compagine veneta. Di lui si parla un gran bene e si è certi che esploderà da un momento all’altro. Cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta (e questa è già una garanzia) è approdato alla Fiorentina a seguito di un trasferimento molto costoso per un allora 16enne. E’ovviamente ancora molto inesperto, ma è si è comunque già vista la sua voglia di fare e di emergere. Meglio in fase offensiva che in quella difensiva dove ha ancora moltissimo da imparare.

Helguera (1976) Centrocampista centrale non molto alto (1,76) prettamente difensivo è stato portato in Italia dall’Udinese diverse stagioni fa. Non è sicuramente un centrocampista da massima serie, ma in serie B ha dimostrato discrete doti soprattutto in fase di interdizione. Dotato di piedi discreti è un po’ falloso e macchinoso, ma comunque saggio tatticamente.

Rigoni (1984) Centrocampista prevalentemente centrale lanciato nel palcoscenico della serie cadetta da Mister Inchini un paio di stagioni orsono, Luca ha saputo conquistarsi la fiducia anche di mister Camolese prima e di Gregucci adesso per la sua grande duttilità, ma soprattutto per la corsa che la voglia di lottare su ogni pallone. Anche se non è un mostro di classe e tecnica ci sa fare con la palla tra i piedi anche se segna con il contagocce.

Capone (1981) Acquistato nell’ultimo mercato estivo a parametro 0 dopo una buona stagione a Cagliari in serie A, Andrea rappresenta uno dei “colpi” dei mercato dei vicentini. Centrocampista offensivo o esterno d’attacco è dotato di buona tecnica, cosa che gli consente talvolta qualche giocata con estro e fantasia. Un po’ discontinuo, spesso si assenta dal gioco, facendo fatica a tornare in partita, ma è sicuramente un buon giocatore per la cadetteria.


Serafini (1981) L’anno scorso con la sua tripletta alla Juventus a metà stagione è entrato nella storia, ma poi nelle partite successive non è riuscito a confermarsi e di lui non se né più parlato e il Brescia ha preferito non rinnovargli il contratto. Fantasista molto alto (1,89) dai piedi buoni ama inserirsi negli spazi e tirare in porta. La sua stagione migliore l’ha vissuta ad Arezzo in Serie C1, 5 anni fa, supportando un certo Elvis Abbruscato. Per lui allora furono 14 le marcature, anche se poi non è più riuscito a ripetersi a quei livelli in B è un buonissimo giocatore. Un po’ come Capone è discontinuo e la sua assenza in campo talvolta si fa sentire.


Schwoch (1969) E’ il classico bomber che non smette mai di segnare anche se ormai si avvia verso le 39 candeline e una carriera comunque ricca di gol e buone soddisfazioni. Dopo aver vestito le maglie di Ravenna e Napoli si accasa a Vicenza in B dimostrando di essere un centravanti di categoria. Seppure non altissimo e non eccelso di testa riesce a fare reparto da solo quando sta bene. Gli anni sono tanti e per forza di cose non è più il giocatore di qualche anno fa, ma rappresenta in ogni caso la prima scelta di Gregucci per l’attacco.

 

 LA STRANA COPPIA

                               

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